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Via libera al piano urbanistico: “Fissati i paletti per la Reggio del futuro”

Adottato dal Consiglio comunale il nuovo Pug. Tra gli obiettivi la drastica riduzione del consumo di suolo e la rigenerazione dell’esistente. “La sfida – dice il vicesindaco Pratissoli – sarà mantenere il livello delle riqualificazioni anche in assenza di incentivi statali”

REGGIO EMILIA – Evitare il consumo di suolo. I paletti li fissa il Piano urbanistico generale, che consente una sola eccezione: da qui al 2050 è sacrificabile al massimo il 3% di territorio, ma solo per dare il via ad attività produttive ad alta occupabilità. Niente spazi commerciali e niente quartieri residenziali. “E’ un piano che si occupa di ciò che c’è – spiega Alex Pratissoli, assessore all’Urbanistica -, ha un’eccezione che è il 3% del territorio urbanizzato, pari allo 0,6% del territorio comunale.”

La definitiva approvazione del piano è prevista alla fine del 2022. Il passaggio di ieri con voto favorevole in Consiglio di ieri sancisce la sintonia con gli obiettivi della giunta. Tra questi, il principale, resta quello della rigenerazione urbana, da promuovere sia per i poli produttivi ma soprattutto nell’edilizia, per dare continuità all’ondata di riqualificazioni in atto, sollecitata dai bonus del governo. “La vera sfida è quella – sottolinea Pratissoli -, l’anno scorso abbiamo recuperato il 2% delle unità immobiliari presenti sul territorio comunale, ovvero l’obiettivo indicato dalla Comunità europea, non era mai successo prima, l’abbiamo raggiunto perché è arrivato il 110%, senza il 110% ci riusciremo?”

Da garantire al contempo ci sarà il diritto alla casa, investendo nell’offerta residenziale pubblica e anche in quella destinata al ceto medio con difficoltà abitativa. “Viene prevista una quota minima di affitto convenzionato in tutti i nuovi interventi edilizi”, afferma l’assessore che considera fisiologica la quota del 3,7% riguardante le unità immobiliari sfitte presenti nel comune capoluogo. “Non c’è molto sfitto – dice -, dove c’è, in centro storico e nelle frazioni a confine col territorio comunale è per motivi diversi, pochi proprietari di molti immobili, che non vogliono metterlo sul mercato perché richiedono lavori di adeguamento o perché non sono interessanti per l’affitto.”

FONTE: Reggio Online

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