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Scenari futuri per il mercato immobiliare

Scenari futuri della direttiva Ue Case Green

di Dario Castiglia*

Analisi dell’impatto con l’applicazione della decisione approvata dal Parlamento europeo sull’efficienza energetica in edilizia (Energy Performance of Buildings Directive-Epbd)

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La decisione dell’Unione europea di richiedere un adeguamento delle classi energetiche del patrimonio immobiliare può sembrare drastica ma è il segnale della direzione da prendere come è avvenuto nel mondo dell’auto. Il messaggio è positivo perché ci porta sulla giusta via: quella di un necessario rinnovamento degli immobili in chiave di efficientamento energetico e rispetto ambientale. Ovviamente, in caso di applicazione, l’Italia risulterebbe penalizzata rispetto ad altre nazioni europee, essendo un Paese dalla lunga tradizione immobiliare. Quindi condivido la posizione di altri esperti del settore sul fatto che sarebbe necessario un adeguamento localizzato della direttiva che tenga conto delle differenze storico/culturali e climatiche dei singoli Paesi. Inoltre, sebbene ad oggi abbiamo davanti ancora diversi anni prima dell’eventuale adeguamento, ritengo che, per attuare la ristrutturazione green, siano fondamentali gli interventi del nostro Governo e dell’Europa stessa volti a supportare le famiglie italiane con incentivi messi a punto studiando formule migliorative rispetto al superbonus 110%.

Le ricadute per il mercato immobiliare residenziale in Italia

Per quanto riguarda le ricadute sul mercato immobiliare, ritengo che, al di là dei decreti, come sempre farà da padrona la legge di mercato. Sarà il mercato a dettare le regole e a condizionare l’andamento dei prezzi. Anche se per i privati le scadenze sono il 2030 per l’adeguamento alla classe energetica E e il 2033, quando l’obbligo passerà alla classe energetica D, già oggi sul mercato si iniziano a percepire i primi effetti della direttiva. Chi deve comprare casa sta già manifestando una maggiore attenzione alle prestazioni energetiche. Questo perché, tendenzialmente, l’acquisto di un immobile nasce da un progetto a medio/lungo termine e quindi per questi soggetti il 2033 è già oggi. In altre parole, anche se solo ‘domani’ sarà un vero e proprio obbligo di legge, la domanda si sta già orientando verso case più efficienti, che possano garantire da subito un risparmio nell’economia familiare e assicurare una rivalutazione nel tempo, considerando che gli edifici non conformi non potranno essere né venduti né affittati. È un fatto assodato che la crisi energetica, che già da alcuni mesi si sta ripercuotendo sulle famiglie con importanti aumenti in bolletta che incidono sul costo della vita, stia contribuendo ad alimentare la consapevolezza del valore economico di un immobile a basso consumo. Da qui emerge una sempre maggiore sensibilizzazione verso la valutazione di fonti energetiche alternative, come impianti fotovoltaici e pannelli solari, che registrano un interesse crescente al di là della normativa. Pare dunque evidente che, al di là delle decisioni politiche e a prescindere dalla direttiva Ue, il mercato sia ormai orientato verso soluzioni abitative sempre più green.

La valutazione

L’ondata verde della direttiva Ue sicuramente colpirà il mercato immobiliare, ma a nostro avviso lo farà positivamente, contribuendo ad innescare meccanismi virtuosi: valorizzazione del patrimonio immobiliare, rispetto ambientale, creazione di posti di lavoro, incremento del confort abitativo. Se alcuni anni fa il “green” nel real estate poteva essere considerato una moda di interesse solo per alcuni, oggi è un’esigenza reale di tutti.

Le iniziative da promuovere

Ci stiamo già attivando su diversi fronti, a partire dal piano formativo della nostra RE/MAX University che verrà arricchito con percorsi ad hoc finalizzati ad aggiornare costantemente i nostri agenti immobiliari con l’obiettivo di offrire a compratori e venditori consulenze sempre puntuali e altamente professionali. Inoltre, stiamo ulteriormente potenziando la rete di partner che già oggi collaborano con il network RE/MAX per rilasciare gli attestati di certificazione energetica (Ape) e che da domani potranno fornire progetti di riqualificazione delle case e relative quantificazioni in termini di numero di interventi e relativi costi.

*ceo & founder di RE/MAX Italia

fonte : Repubblica.it

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